SABATO 23 SETTEMBRE: A LAVAGNA SI PARLA DI INFILTRAZIONI MAFIOSE

 

Sono le ore 21:30 quando a Lavagna (Ge), presso la sala A. Rocca di piazza Cordeviola, prende il via una iniziativa congiunta delle federazioni territoriali del Partito Comunista Italiano e di Rifondazione; il titolo della manifestazione è «Mafia: l’altra faccia di Lavagna e del Tigullio»; gli oratori sono: Marco Daneri, ex consigliere comunale lavagnese della lista Uniti a Sinistra, dirigente della formazione fex cossuttiana; Luca Traversa, dell’osservatorio “Boris Giuliano” sulle mafie in Liguria, aderente all’associazione Libera; Massimo Lombardi, consigliere comunale della lista Spezia Bene Comune, ex segretario provinciale rifondarolo.

Ad aprire il convegno è il compagno Daneri che ringrazia i presenti, e successivamente spiega gli obiettivi della serata: prendere consapevolezza di quanto il tessuto connettivo del territorio sia pervaso dalla presenza della criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta; del resto, la plastica rappresentazione di ciò che avviene in città è stata mostrata il 21 giugno 2016 quando si è avuto lo scioglimento del Consiglio comunale e l’arresto – seguito da condanna in primo grado – di alcuni esponenti della Giunta della destra radicale, guidata da tale Giuseppe Sanguineti.

A seguire prende la parola il Traversa che ringrazia per l’invito e afferma di essere presente più che altro per ascoltare l’esperienza dei cittadini: questo perché, fino al momento in cui è scoppiato lo scandalo, Libera non esisteva nel Tigullio; precisa poi che l’intento della sua organizzazione è principalmente seguire – anche attraverso le pagine del sito web http://www.mafieinliguria.it – l’andamento dei processi di mafia, la cui incontestabile presenza sul territorio ligure è stata sancita lo scorso quattoridici settembre con la sentenza definitiva contro la cosca dell’estremo ponente della regione.

L’ultimo oratore a susseguirsi al microfono è il Lombardi: faccio molta fatica ad associare a costui il termine “compagno”, sia perché inizia salutando la platea con un eloquente «cari amici» – la classica formula utilizzata da coloro che non si rispecchiano nelle idee della “sinistra” – sia per il suo richiamo, quasi al termine del discorso, alla «unità più larga possibile su questi temi coinvolgendo anche le parrocchie»; il suo ragionamento si rivolge alla situazione della sua città – soprattutto sulle questioni legate al porto ed alla “collina dei veleni” di Pitelli – e delle altre realtà vicine, quale ad esempio Sarzana dove, in occasione di una iniziativa come questa, alcuni esponenti della malavita locale hanno addirittura occupato il tavolo della presidenza, impedendo lo svolgimento dei lavori.

 

Genova, 24 settembre 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com